Per prevenire l’infarto, puntiamo (anche) sul Tai Chi

Dalle antiche arti marziali cinesi movimenti lenti e ritmati, amici della prevenzione

Per prevenire l’infarto, puntiamo (anche) sul Tai Chi

Esercizi di intensità moderata, senza sforzi troppo intensi o “strappi”. Movimenti delicati, con il corpo che si muove attraverso rotazioni del corpo e del tronco, in modo continuo, fluido e lento. Sono queste, estremamente semplificate, le regole del Tai Chi Chuan, l’antica arte marziale nata come strategia di combattimento ed ora divenuta la base di un percorso di ginnastica lenta che aiuta anche il cuore. Non ci credete? A sostenere gli effetti positivi di questa filosofia del movimento è una ricerca apparsa qualche tempo fa sulla rivista ufficiale della cardiologia americana, il Journal of American Heart Association. In pratica gli esperti che hanno realizzato lo studio sono andati a spulciare i dati relativi a ben 35 studi ufficialmente pubblicati, che hanno preso in esame circa 2200 pazienti. I vantaggi del Tai Chi sono emersi chiaramente, in termini di miglior controllo della pressione arteriosa, come ci si doveva attendere grazie all’attività fisica regolare, e di vantaggi sul fronte del colesterolo “cattivo” o Ldl. Attenzione però a non improvvisarsi esperti. E’ sempre importante l’aiuto di un maestro per poter cogliere appieno l’essenza di questi movimenti e trarne quindi i maggiori benefici, anche in termini di lotta allo stress. Grazie al Tai Chi Chuan si innalza infatti la soglia di stimolazione, riducendo la risposta ai fattori stressanti e quindi rilassando, oltre a scaricare i composti che si liberano proprio in caso di stress cronico. Come? Con la guerra “figurata”!