Stressato? Scarpette e via!

Oltre ad aiutare il cuore, la corsa può favorire anche il benessere dell’organismo in lotta con lo stress

Stressato? Scarpette e via!

Una corsa lenta, senza chiedere troppo all’organismo per non sovraccaricare il cuore, aiuta. A tutte le età. Il cuore lavora meglio, la circolazione migliora, è più facile controllare il peso consumando calorie. E poi, si sta meglio anche “di testa”. Così, visto che il cuore come il cervello risente dello stress cronico, mettersi in movimento è fondamentale. Anche per conservare meglio le capacità mnemoniche affaticate dalla tensione emotiva. A sottolinearlo è una ricerca condotta alla Brigham Young University e coordinata da Jeff Edwards, pubblicata su Neurobiology of Learning and Memory. L’effetto positivo del running sarebbe misurabile attraverso un parametro chiamato “potenziamento a lungo termine”, legato all’attività dell’ippocampo, la regione del cervello che entra in gioco proprio nella gestione dei ricordi. Gli scienziati d’oltre Oceano hanno preso in esame due popolazione di topi, una di sedentari e una di animali molto attivi fisicamente. I secondi sono arrivati a correre mediamente circa cinque chilometri al giorno per un mese. Alla fine di questo periodo, tutti gli animali sono stati sottoposti a diversi stimoli stressanti, dal nuoto in acqua fredda fino alla permanenza su una piattaforma lontana da terra o addirittura all’azione di piccoli stimoli elettrici. Dopo l’esposizione a questi meccanismi stressanti si è visto che gli animali atleti presentavano un potenziamento a lungo termine dei neuroni più efficace rispetto ai sedentari, con evidenti ripercussioni sulla memoria. Normalmente i ricordi si creano e si formano attraverso nuove sinapsi, ovvero collegamenti tra i neuroni, che si sviluppano nel tempo. Queste processo viene però alterato quando siamo sottoposti ad uno stress prolungato: grazie alla corsa, così come ad altre attività fisiche che inducono uno sforzo aerobico simile, si può quindi pensare di “controbilanciare” l’effetto negativo.

Spiegare questo meccanismo non è semplice. Si sa comunque che lo stress cronico aumenta la produzione di neurotrasmettitori eccitatori e quindi di sostanze ossidative, potenzialmente nocive per le cellule cerebrali. La corsa consente di produrre endorfine e soprattutto, grazie a queste sostanze, innesca un meccanismo protettivo sulla rarefazione delle cellule nervose e sulla perdita progressiva di sinapsi. La corsa regolare (senza strappi eccessivi per non mettere a rischio l’organismo) diventa anche un mezzo per migliorare le capacità mnemoniche, senza spendere un euro. Basta davvero poco, scarpette e voglia di muoversi, per ottenere un naturale beneficio del cervello che è poi la fonte dello stress. La reazione nasce  in un piccolo organo del sistema nervoso, l’ipotalamo. Dall’ipotalamo viene inviato un segnale ormonale che coinvolge l’ormone adrenocorticotropo, che dà il via all’ipofisi per la produzione del cortisolo, dell’adrenalina e altri ormoni. Il cortisolo è una sorta di cortisonico naturale, che favorisce l’incremento immediato delle reazioni psicofisiche, per cui la persona si sente immediatamente meglio e più attiva.  Ma l’effetto non dura e diventa controproducente se si protrae: la produzione di cortisolo e altri ormoni, dopo la fase di reattività psicofisica, lascia il cuore e il cervello a maggior rischio.