Puntiamo sulle buone abitudini per vincere il colesterolo cattivo

Alimentazione corretta, controllo dei grassi saturi, movimento regolare. Queste le regole per affrontare il colesterolo LDL in eccesso in chi non è ad alto rischio

Puntiamo sulle buone abitudini per vincere il colesterolo cattivo

Abbassare il colesterolo, in particolare l’LDL, ovvero quello “cattivo”. E’ la parola d’ordine che viene dal Congresso Europeo di Cardiologia (ESC) di Parigi. Per chi ha già avuto un infarto I parametri “ammessi” scendono ancora: nelle persone ad altissimo rischio cardiovascolare, si punta raggiungere valori di LDL inferiori a 55 milligrammi per decilitro e almeno dimezzare il colesterolo LDL. Al momento con valori di 70, confermati per chi è a rischio elevato, solo il 36 per cento dei soggetti ad alto rischio che dovrebbero raggiungere questi livelli ottiene davvero questa cifra. Ma per fortuna questa è la sfida che interesse solo una minima parte dei soggetti che debbono far calare in modo drastico, e con i farmaci, il colesterolo LDL. “Le nuove linee guida, che nascono dalla revisione degli ultimi studi, segnalano comunque come in tutte le persone sia fondamentale tenere sotto controllo il colesterolo LDL – spiega Alberico Catapano, docente al Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell’Università di Milano. E ovviamente non bisogna sempre puntare sui farmaci, ma occorre agire sugli stili di vita. Controllare il peso con un’alimentazione sana e povera di grassi saturi, muoversi regolarmente ed evitare di aumentare con i chili significa porre le basi per arrivare a controllare le LDL, che stando alle ultime linee guida non dovrebbero superare i 115 milligrammi per decilitro. In questo senso, per le persone che non sono a rischio, un aiuto può venire anche dai supplementi che hanno dimostrato una validità in questo senso”.

Gli italiani ne sanno ancora poco

Il colesterolo alto? E’ solo al terzo posto nella percezione degli italiani sui fattori di rischio cardiovascolare, dopo l’ipertensione e al pari del diabete. A dirlo è un’indagine di IQVIA condotta su una campione di 1000 italiani che segnala una posizione davvero difficile da comprendere. Più di nove persone su dieci considerano il colesterolo alto rischio ma sono sei su dieci poi lo controllano, almeno stando ai dati dell’ultimo anno. Poi, come se fosse un dato poco importante, solo il 40 per cento di quanti hanno fatto il controllo ricordano i valori del lipide e spesso, pur considerandolo normale, hanno un dato superiore a quello consigliato. “Nella gestione delle dislipidemie le nuove linee guida dell’ESC indicano, a fianco delle buone abitudini, integratori contenenti composti che hanno dimostrato un effetto come ad esempio il riso rosso fermentato, che può essere preso in considerazione in soggetti a basso rischio cardiovascolare”. D’altro canto, sulla stessa linea insistono i medici. “La possibilità di assumere un integratore che combini sostanze diverse sul colesterolo come riso rosso fermentato, berberina, policosanoli con composti come astaxantina, coenzima Q10 e acido folico permette di sfruttare l’azione complementare dei singoli elementi e ottenere una riduzione significativa del livelli di colesterolo LD – conferma Matteo Pirro, direttore della Medicina Interna dell’Università di Perugia”.