Colesterolo, presentate le nuove Linee guida per individuare il rischio

Personalizzare la valutazione del rischio e il trattamento è l’obiettivo primario delle nuove Linee guida sul colesterolo presentate oggi a Chicago dove si è aperto il Congresso dell’American Heart Association che riunisce i cardiologi di tutto il mondo fino al 12 novembre

Colesterolo, presentate le nuove Linee guida per individuare il rischio

Una valutazione più personalizzata del profilo lipidico e nuove opzioni di riduzione del colesterolo per le persone a più alto rischio di malattie cardiovascolari. Sono due delle raccomandazioni chiave delle nuove linee guida per il colesterolo presentate questa mattina dall'American Heart Association (AHA) e dall'American College of Cardiology (ACC) in apertura del Congresso dell’American Heart Association che riunisce oltre 12mila cardiologi, ricercatori ed operatori sanitari in ambito cardiologico provenienti da oltre 100 paesi.

UNA ‘ROAD-MAP’ PER GUIDARE I PAZIENTI

"Le linee guida aggiornate rafforzano l'importanza di condurre una vita sana e di modificare lo stile di vita e di prevenzione. Si basano su quelle emanate nel 2013 ma si concentrano
sull'individuazione e sul trattamento dei fattori di rischio delle malattie cardiovascolari", ha affermato Ivor Benjamin, M.D., FAHA, presidente della American Heart Association. "Avere il colesterolo alto a qualsiasi età aumenta il rischio in modo significativo. Ecco perché è così importante che anche in giovane età, le persone seguano uno stile di vita sano per il cuore e mantengano livelli di colesterolo adeguati".

PIU’ BASSO E’ MENO SI RISCHIA

Quasi un americano su tre ha livelli alti di colesterolo LDL, considerato il colesterolo "cattivo" perché contribuisce ad accumuli di placca grassi e restringimento delle arterie. Circa 94,6 milioni, ovvero il 40%, di adulti americani hanno colesterolo totale di 200 mg/dL o superiore, mentre la ricerca dimostra che le persone con livelli di LDL-C di 100 mg / dL o inferiori tendono ad avere tassi più bassi di malattie cardiache e ictus. In Italia, secondo i dati dell'Osservatorio epidemiologico cardiovascolare Iss-Anmco (Istituto superiore di sanità-Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri), il 36,6% delle donne e il 34,3% degli uomini presentano valori di colesterolo borderline tra i 200 e i 240 mg/dL.

A CIASCUNO IL SUO COLESTEROLO

Fermo restando che non bisogna arrivare a superare il livello massimo indicato dalle Linee guida, una delle raccomandazioni più importanti delle nuove Linee guida riguarda la personalizzazione sia della valutazione del rischio che dell’approccio terapeutico: "Il trattamento per il colesterolo alto non si può applicare a tutti indistintamente e queste linee guida stabiliscono fortemente l'importanza dell'assistenza personalizzata", ha dichiarato Michael Valentine, M.D., FACC, presidente dell'American College of Cardiology. "Negli ultimi cinque anni, abbiamo imparato ancora di più sulle nuove opzioni di trattamento e quali pazienti potrebbero trarne beneficio. Fornendo una roadmap di trattamento ai medici, vogliamo dargli gli strumenti per aiutare i loro pazienti a comprendere e gestire i loro rischi e vivere vite più lunghe e più sane”.

MENOPAUSA PRECOCE E INFIAMMAZIONI CRONICHE TRA I FATTORI DI RISCHIO

Un rapporto speciale pubblicato simultaneamente come complemento alle linee guida sul colesterolo fornisce una prospettiva più dettagliata sull'uso della valutazione quantitativa del rischio nella prevenzione primaria per le malattie cardiovascolari. Il calcolatore di rischio introdotto dalle linee guida del 2013 rimane uno strumento essenziale per aiutare gli operatori sanitari a identificare il rischio a 10 anni del paziente per CVD. Ma le nuove linee guida ora esortano i medici a parlare con i pazienti di "fattori che aumentano il rischio" in modo da avere una prospettiva più personalizzata del rischio di una persona. Oltre ai tradizionali fattori di rischio come il fumo, ipertensione e glicemia alta, gli specialisti raccomandano di prendere in considerazione la storia familiare e l'etnia, così come alcune condizioni di salute come la sindrome metabolica, la malattia renale cronica, le condizioni infiammatorie croniche, la menopausa precoce o la pre-eclampsia e i biomarker ad alto contenuto lipidico. Queste informazioni aggiuntive possono fare la differenza nel tipo di piano di trattamento di cui una persona ha bisogno.

TERAPIE: QUANDO E COSA USARE IN BASE AL RISCHIO

Le Linee guida affrontano anche il tema del trattamento ribadendo che nella prevenzione primaria e secondaria, quando il colesterolo alto non può essere controllato dalla dieta o dall'esercizio fisico, la prima linea di trattamento restano le statine. Per le persone che hanno già avuto un infarto o ictus e i cui livelli di LDL-C non sono adeguatamente abbassati dalla terapia con statine, le linee guida ora raccomandano l'uso selettivo di altri farmaci anti-colesterolo che possono essere aggiunti alle statine come, per esempio, l’ezetimibe, disponibile come generico. Se questa combinazione non funziona abbastanza bene, potrebbe essere aggiunto un inibitore PCSK9, in particolare per le persone ad alto rischio. Si tratta di anticorpi monoclonali capaci di inibire la funzione della PCSK9, una proteina che impedisce ai recettori del colesterolo LDL di tornare in superficie per smaltire l’eccesso di colesterolo circolante e che sono indicate in particolare nei soggetti con colesterolo alto con elevato rischio cardiovascolare nei quali il trattamento nei quali il trattamento con le statine non riesce a raggiungere gli obiettivi ottimali.

IL PROBLEMA DEI COSTI

"Ci sono molte preoccupazioni per il costo degli inibitori di PCSK9 ed è quindi importante ribadire che il valore economico di questi nuovi farmaci può essere sostanziale solo per un gruppo molto specifico di persone per le quali altri trattamenti non hanno funzionato", ha detto Benjamin. "Siamo rincuorati dal fatto che i produttori di farmaci hanno recentemente accettato di ridurre i prezzi degli inibitori della PSCK9 e stanno prendendo vari accordi per alleggerire l'onere finanziario per i pazienti che potrebbero trarre beneficio dalle ulteriori opzioni terapeutiche”.

LA MISURAZIONE DEL CALCIO NELL’ARTERIA CORONARICA

Un altro nuovo aspetto delle linee guida è la raccomandazione della misurazione del calcio dell'arteria coronaria (CAC) quando il livello di rischio del paziente non è chiaro e le decisioni sul trattamento sono meno certe. Un punteggio CAC pari a zero indica in genere un basso rischio cardiovascolare e potrebbe significare che queste persone possono rinunciare o almeno ritardare la terapia per abbassare il colesterolo se non fumano o non hanno altri comportamenti o caratteristiche ad alto rischio. Questa misurazione della placca calcificata è una scansione cardiaca non invasiva che dovrebbe essere eseguita da personale qualificato in una struttura che offre la tecnologia più recente.

BAMBINI: ESAME DEL COLESTEROLO GIA’ A 9 ANNI

La riduzione del rischio cardiovascolare dovrebbe iniziare in tenera età. I bambini potrebbero non aver bisogno di farmaci, ma educarli ad avere comportamenti sani quando sono piccoli può fare la differenza nel loro rischio di sopravvivenza. Inoltre, quando il colesterolo alto viene identificato nei bambini, questo potrebbe essere un segnale che indica al medico la necessità di esaminare altri membri della famiglia che potrebbero non rendersi conto di avere un colesterolo alto, perché consapevolezza e trattamento possono salvare vite umane. Per questo gli esperti dell’American Heart ritengono che l’esame del colesterolo sia appropriato per i bambini di due anni che hanno una storia familiare di malattie cardiache o colesterolo alto. Nella maggior parte dei bambini, un test iniziale può essere preso in considerazione tra i 9 e gli 11 anni e poi di nuovo tra i 17 e i 21. “Poiché non ci sono dati sui giovani adulti – hanno detto i cardiologi presentando le Linee guida - non ci sono raccomandazioni specifiche per quel gruppo di età. Tuttavia, è essenziale che aderiscano a uno stile di vita sano e che siano consapevoli del rischio che può comportare avere alti livelli di colesterolo”.

 

Irma D'Aria