Colesterolo, occhio alla carne rossa… e bianca

Una ricerca americana punta l’indice anche sul pollame e simili. Meglio preferire proteine vegetali se l’obiettivo è tenere il colesterolo sotto controllo

Colesterolo, occhio alla carne rossa… e bianca

Poca carne, preferibilmente bianca. Quando si pensa alla dieta per chi deve tenere sotto controllo il colesterolo nel sangue (in particolare quello cattivo o LDL) oppure presenta comunque problemi nel metabolismo dei lipidi, il consiglio è sempre quello di limitare I grassi animali e di consumare soprattutto carni bianche ed è una sorta di “must” che ora viene messo in discussione, seppur si tratti solamente di una prima osservazione. Arriva infatti una ricerca americana che sembra sfatare queste indicazioni, visto che gli impatti sui livelli di colesterolo nel sangue sarebbero praticamente simili sia quando si va sulla classica bistecca sia quando si punta sui più salutari petti di pollo. Per chi consuma frequentemente la carne, atteggiamento non certo consigliato dai cardiologi, la notizia non è certo allegra. Eppure si tratta di un dato importante, visto che sono davvero pochissime le ricerche che si occupano di confrontare il rischio di mancato controllo del colesterolo in chi consuma carne, relativamente al tipo di animale da cui deriva. Lo studio è stato coordinato da Ronald Krauss, direttore dell’Atherosclerosis Research at the Children's Hospital Oakland Research Institute in California, ed è apparso su American Journal of Clinical Nutrition. In primo luogo la ricerca ha dimostrato che evitare l’assunzione di carne porta ad un abbassamento dei valori medi di colesterolo anche superiori a quanto si pensava fino ad ora. E soprattutto riporta che non ci sono sostanziali differenze tra carne bianca e rossa: secondo gli autori questo incremento “risulta legato primariamente all’aumento delle particelle LDL”. Ed aggiungono che “al momento di pianificare lo studio ci aspettavamo che la carne rossa avrebbe avuto un effetto maggiormente negativo sui valori di colesterolo nel sangue rispetto a quella bianca e siamo rimasti sorpresi che non si è osservato questo. Gli effetti sul colesterolo sono risultati identici a parità di acidi grassi saturi”.

Cosa dice lo studio

I ricercatori americani hanno preso in considerazione una popolazione di adulti sani, di entrambi i sessi e di età compresa tra i 21 e i 65 anni con un indice di massa corporea compreso tra 20 e 35 chili per metro quadro. I “campioni” sono stati divisi in due gruppi in base all’introito elevato o ridotto di grassi saturi. Poi i partecipanti sono stati divisi in tre ulteriori gruppi: in uno hanno messo chi doveva consumare carne rossa, nel secondo chi avrebbe mangiato carni bianche e nel terzo persone con una dieta di proteine non derivanti dalla carne. Il “trattamento” dietetico è stato mantenuto per quattro settimane. All’inizio dello studio e al termine di questo periodo di osservazione è stato misurato il colesterolo LDL, i livelli di apolipoproteina B, le particelle LDL medie e piccole e il colesterolo totale “buono” o HDL. Risultato: le carni rosse e bianche si sono comportate praticamente allo stesso modo per quanto riguarda il profilo lipidico, mentre la dieta contenente vegetali, latticini e legumi ha mostrato effetti migliori sui livelli di colesterolemia. Non sono stati comprese nello studio le carni trattate e quelle molto grasse.  I ricercatori concludono ricordando che si tratta del primo studio che mostra come le concentrazioni di HDL risultino mediamente più alte con il consumo di carni rosse e bianche rispetto a quello che si osserva dopo consumo di proteine di origine vegetale in diete perfettamente comparabili per gli altri aspetti.

(FM)