I superfarmaci per il colesterolo riducono il rischio di mortalità

Buone notizie dal Congresso dell’American College of Cardiology di Orlando. Il trattamento con l’anticorpo monoclonale Alirocumab riduce significativamente il rischio di eventi avversi cardiovascolari maggiori in pazienti con sindrome coronarica acuta recente.

I superfarmaci per il colesterolo riducono il rischio di mortalità

Riduzione del 15 per cento di rischio di morte per infarto, ictus ischemico, decesso per malattia coronarica o ospedalizzazione per crisi di angina instabile. Riduzione del rischio di mortalità complessiva. Un effetto particolarmente significativo nei pazienti con LDL-colesterolo (le proteine che tendono a far rimanere il grasso nel sangue) superiori a 100 milligrammi per decilitro. Sono questi i principali risultati dello studio Odissey Outcomes, presentato al congresso annuale dell’American College of Cardiology tenutosi a Orlando, in Florida. La ricerca dimostra l’efficacia particolare di questi farmaci nei soggetti con livelli di colesterolo di partenza più elevati.
Molti pazienti che sono sopravvissuti a un recente infarto o a un altro evento coronarico non riescono a ridurre il livello di colesterolo LDL al di sotto di 100 milligrammi per decilitro, e proprio per loro appaiono di grande importanza i
risultati della ricerca visto che l’associazione di alirocumab con statine alla massima dose tollerata ha ridotto in maniera importante il loro rischio.
Lo studio ha valutato gli effetti di alirocumab sul verificarsi di infarto, ictus ischemico, morte per malattia coronarica oppure ospedalizzazione per angina instabile in 18.924 pazienti che avevano avuto una sindrome coronarica acuta da 1 a 12 mesi prima dell’ingresso nello studio, e che erano in trattamento con la dose massima tollerata di statine. Tutti i pazienti sono stati trattati per una durata mediana di 2,8 anni, con alcuni pazienti fino a 5 anni di trattamento. Circa il 90 per cento dei pazienti era in trattamento con una statina ad alta intensità. Alicuromab è un anticorpo monoclonale indicato in alcune categorie di pazienti per la riduzione del colesterolo LDL: agisce in
modo sostanzialmente diverso rispetto agli altri medicinali attualmente disponibili per questa indicazione. La sua azione si esplica attraverso la disattivazione di recettori specifici presenti sulle cellule epatiche impegnate nel metabolismo del colesterolo. In particolare alicuromab si lega ad una specifica proteine, chiamata PCSK9, che inattiva questi recettori. Quindi il farmaco si comporta come un anticorpo che va a bloccare l’attività della proteina: al contrario i recettori che captano il colesterolo circolante nel sangue non vengono più distrutti e quindi possono continuare a trasportare il colesterolo LDL all’interno del fegato.