"Reddito" anti-colesterolo per medici e pazienti

Un riconoscimento economico per chi raggiunge un adeguato calo di colesterolo LDL, quello cattivo, potrebbe migliorare i risultati contro il fattore di rischio. Lo dice una ricerca dell’Università di Harvard

"Reddito" anti-colesterolo per medici e pazienti

Per un pugno di euro. Il titolo, modernizzato in base alla valuta di casa nostra, di un celebre film di Sergio Leone potrebbe diventare un “must” della prevenzione cardiovascolare. La traduzione in realtà è semplice. Se ti offro dei soldi, riesci a far scendere il colesterolo LDL; quello che si accumula nei vasi e mette in pericolo le arterie risultando uno dei più temibili fattori di rischio per l’infarto? Potrebbe essere questa la strategia preventiva del futuro, per convincere i pazienti a seguire i dettami dietetici del medico e le terapie nel lungo termine e i medici a dedicare la necessaria attenzione al problema. A lanciare l’ipotesi di incentivi mirati per contrastare il pericolo è una ricerca condotta alla Harvard T.H. Chan School of Public Health, pubblicata su JAMA Network Open. La ricerca dimostra che non superando il migliaio di euro (lo studio parla di poco più di mille dollari l’anno) equamente divisi tra medico e paziente, si potrebbe ottenere un miglior controllo del rischio. In particolare, grazie a questo contributo extra, sarebbe più facile eseguire regolarmente gli esami del sangue per valutare la situazione, si potrebbero compensare le eventuali spese e soprattutto si potrebbe controllare con precisione l’aderenza del paziente alla terapia, in primo luogo dietetica ma anche e soprattutto farmacologica.

Seguire le cure è difficile

Si fa presto a dire che le malattie cardiovascolari rappresentano il principale killer della nostra epoca. A ben vedere, stando ai dati riportati nella ricerca, nonostante esistano le statine che sono quasi del tutto diventate farmaci equivalenti e quindi a basso costo, meno della metà dei malati segue correttamente la cura negli Usa. Il trattamento infatti va proseguito a lungo termine, come del resto accade per l’ipertensione, a fronte di una condizione che non crea particolare disturbi clinici. Occorre quindi puntare con attenzione le armi della prevenzione contro il colesterolo LDL. “Gli interventi di incentivo finanziario in alcuni casi sono gli unici efficaci – commenta il primo autore dello studio Ankur Pandya”. Ma come sono riusciti gli scienziati d’oltre Oceano a definire il vantaggio di un incentive rispetto alla sola parola del medico e alla volontà del paziente. Prima di tutto hanno preso i dati relativi agli studi che hanno interessato le statine a partire dal 2015, dividendo la popolazione in studio anche in base agli esiti in quattro gruppi: in uno non c’è stato alcun incentivo, in un altro il sostegno economico è andato solo al paziente, nel terzo solo al medico e nel quarto a entrambi. I risultati dell’analisi mostrano che proprio nel quarto gruppo si sono avuti gli esiti migliori in termini di controllo del colesterolo LDL. Per un pugno di dollari, ora si può dire, medici e pazienti diventano alleati ancor più formidabili contro questo “nemico” del cuore.