Pressione e colesterolo alto under-40, più rischio infarto e scompenso nella terza età

Bisogna puntare sulla prevenzione cardiovascolare già da giovani. La presenza dei fattori di rischio sotto i 40 anni porta ad un rischio molto più elevato di infarto e scompenso

Pressione e colesterolo alto under-40, più rischio infarto e scompenso nella terza età

Un colesterolo cattivo (LDL) che supera i 100 milligrammi per decilitro sotto i 40 anni significa veder aumentare del 64 per cento il rischio di andare incontro ad una patologia delle arterie coronariche, e quindi a infarto. Se puntiamo sulla pressione, essere ipertesi in giovane età significa aumentare il pericolo che il cuore si “sfianchi” e cresce il rischio di andare incontro a scompenso cardiaco quando l’età avanza. Attenzione quindi: non aspettate di essere anziani per pensare a proteggere il vostro cuore. Se colesterolo alto e ipertensione compaiono già in età giovanile,  si pongono le basi perché nella terza età crescano i rischi di infarto e scompenso cardiaco. A richiedere maggior attenzione alla prevenzione già durante la gioventù sono gli esiti di una ricerca condotta dall’equipe coordinata da Yivi Zhang, dell’Università Columbia di New York, pubblicata su Journal of the American College of Cardiology. Lo studio ha preso in esame diversi studi di coorte, considerando l’esposizione nel tempo ai fattori di rischio cardiovascolari classici. E dimostra chiaramente che occorre pensare alla salute del cuore già dalla giovane età, attraverso uno stile di vita sano, puntando l’attenzione in particolare sulle dislipidemie e sull’ipertensione. Il messaggio che viene dallo studio si può riassumere nelle conclusioni dello stesso Zhang: “Le esposizioni a elevati valori di pressione sistolica, diastolica e a colesterolo LDL in età giovanile contribuiscono al possibile sviluppo di malattie ischemica coronarica e insufficienza cardiaca quando l’età avanza”.

Una ricerca complessa

L’indagine ha preso in esame oltre 36.000 persone controllando nel tempo (mediamente per 17 anni) i valori di pressione e colesterolo “cattivo”, partendo da sei studi che hanno monitorato questi parametri: l’ARIC (Atherosclerosis Risk in Communities), il CARDIA (Cardiovascular Risk Development in Young Adults), il CHS (Cardiovascular Health Study), il Framingham Heart Study Offspring Cohort, lo Health ABC (Health, Aging, and Body Composition) e il MESA (Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis).  Considerando la situazione in termini generali – i vari studi hanno monitorato in modo diverso le tendenze – si vede che quando i valori di colesterolo LDL superano i 100 milligrammi per decilitro da giovani, il rischio per la comparsa futura di malattie ischemiche sale di oltre il 60 per cento se le LDL si concentrano tra 100 e 129 milligrammi per decilitro, e sale addirittura di quasi il 90 per cento quando il colesterolo cattivo si stabilizza tra 130 e 159 milligrammi per decilitro. Arriva addirittura a raddoppiare se si superano in età giovanile i 160 milligrammi per decilitro. Per quanto riguarda la pressione arteriosa e il successivo rischio di scompenso gli scienziati americani hanno dimostrato che il rapporto esiste ed è ben preciso. Per valutare la situazione, si è considerato come normale un valore pressorio della “massima” di 120 millimetri di mercurio e superiore a 80 per la diastolica. Quando i valori superavano questa quota in epoca giovanile, il pericolo di sviluppare scompenso in età avanzata cresceva sensibilmente. Un ultimo dato: in presenza di fattori di rischio in gioventù, aumenta anche il pericolo futuro di sviluppare ictus. Meglio fare attenzione alla prevenzione!

 

di Federico Mereta