Come smettere di fumare

Come smettere di fumare

In Italia esiste una rete di Centri Antifumo Pubblici, che possono offrire a ognuno una soluzione mirata per la specifica situazione. Per ogni fumatore occorre infatti un approccio personalizzato, sulla base della quantità di sigarette fumate ogni giorno, della reale presenza di dipendenza, tra chi fuma quotidianamente, ad esempio, nel 30-50 per cento dei casi questa non esiste, e dalla presenza di stati depressivi o altre situazioni che rendono più difficile l’abbandono. Ad oggi le uniche terapie scientificamente provate con studi clinici randomizzati sono il counselling, i farmaci e i sostituti della nicotina.

Come funzionano i farmaci

  • Terapia sostitutiva nicotinica. Agisce contrastando la sensazione di astinenza da nicotina. Praticamente non ha controindicazioni, se non problemi della pelle in caso di utilizzo di cerotti. In gravidanza va impiegata solo come ultima ratio.
  • Bupropione. Agisce come antidepressivo, va impiegato con cautela in presenza di patologie psichiatriche e non è indicato se c’è storia di anoressia e bulimia, o per chi soffre di epilessia o ha subito traumi cranici.
  • Vareniclina. Opera “occupando” i recettori per la nicotina. Non deve essere usato in chi soffre di insufficienza renale grave e non va impiegato prima di due mesi dall’evento acuto in chi ha subito un infarto o un ictus.

 

Gli altri metodi

  • Agopuntura. La tecnica nasce dai dettami della medicina cinese e si è rivelata estremamente utile nel trattamento di numerose patologie. Viene applicata a volte anche per la disassuefazione dal fumo. Punta ad agire direttamente sui centri nervosi che favoriscono la dipendenza, in particolare da nicotina, e quindi dovrebbe mettere in atto una sorta di “condizionamento” che porterebbe a smettere di fumare.
  • Auricoloterapia. Sfrutta i principi base dell’agopuntura, ma prevede di agire direttamente nell’area dell’orecchio. L’obiettivo è arrivare a interferire, proprio sviluppando il trattamento su cinque specifici punti che paiono avere un’azione mirata sull’ansia che si lega alla necessità di accendere la sigaretta, con la sensazione di astinenza che si sviluppa in chi abbandona il vizio.
  • Laserterapia. L’obiettivo è lo stesso dell’agopuntura solo che al posto degli aghi si impiegano particolari laser a freddo che mirano ad agire sui punti chiave che rappresentano gli organi. L’obiettivo è combattere l’ansia in chi vorrebbe accendere la sigaretta, grazie al rilasciamento di particolari sostanze chiamate endorfine e neurotrasmettitori ad azione rilassante e calmante.
  • Ipnosi. Con questo approccio si mira ad attenuare l’astinenza dalla nicotina oltre che a influire sulle abitudini del fumatore più incallito. In pratica durante il trattamento si sfrutta il desiderio del fumatore di smettere che viene però normalmente contrastato da esperienze che lo rendono irrealizzabile. In questo modo l’inconscio potrebbe agire sulla volontà.
  • Sigaretta elettronica. Il meccanismo d’azione mira a “sostituire” la gestualità che normalmente accompagna il gesto classico del fumatore che porta la sigaretta alla bocca e non prevede il rilasciamento di alcuna sostanza, a meno che la carica non contenga nicotina.