Il fumo di sigaretta

Il fumo di sigaretta

Basta poco. Anche una sola sigaretta al giorno può danneggiare il cuore. Lo dice la scienza. Per questo è fondamentale non iniziare a fumare e comunque smettere prima possibile. In poco tempo dall’ultima sigaretta il rischio per l’apparato cardiovascolare – di questo stiamo parlando e non dei pericoli per altri apparati -  tende a ridursi. Secondo i calcoli fatti dai ricercatori dopo meno di dieci anni dalla cessazione del fumo anche un forte fumatore può arrivare ad avere un rischio cardiovascolare pari a quello di un suo coetaneo che non ha mai fumato. Per questi motivi, abbandonare le sigarette è fondamentale. Il fumo è un formidabile nemico per la salute dei vasi sanguigni e del cuore. Scopri perché:

Salgono frequenza e pressione cardiaca

Quando fumi il cuore deve rispondere allo stimolo aumentando da un lato il numero dei battiti, quindi sale la frequenza, e dall’altro incrementando la pressione arteriosa. In pratica ad ogni sigaretta si crea una sorta di “ipertensione” passeggera che col tempo, insieme all’aumento della frequenza, aumenta il rischio che il tessuto muscolare del cuore si sfianchi e diventi sempre meno elastico.

Scendono sangue ed ossigeno

Nei fumatori, il normale scambio all’interno dei polmoni tra sangue e aria non consente di ottenere la quantità di ossigeno che si ha in chi non fuma. Inoltre cala la quantità di sangue trasportata all’interno delle arterie, per cui si crea una maggior richiesta da parte dei tessuti periferici. Il cuore quindi deve fare uno sforzo sempre maggiore mentre diminuisce il carburante, cioè l’ossigeno che arriva dalle arterie coronariche.

L’azione della nicotina sul cuore

La nicotina può aumentare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa agendo sui centri di controllo locali del sistema nervoso "simpatico", sulla midollare del surrene (una porzione della piccola ghiandola che si trova sopra i reni e produce le catecolamine come adrenalina e noradrenalina), e attivando particolari recettori chimici presenti vicino all'aorta e alla carotide.

E sulle arterie

La nicotina presente nelle sigarette e responsabile della dipendenza dal fumo presenta diverse azioni negative: oltre a rendere più probabile la vasocostrizione, cioè il restringimento del calibro delle arterie, tende a far aumentare la presenza delle proteine LDL che veicolano il colesterolo destinato a rimanere nelle arterie.

Il sangue si “coagula” di più

Nei fumatori, soprattutto dopo un infarto, aumenta il fibrinogeno (sostanza che agevola la coagulazione). Crescono inoltre gli aggregati formati dalle piastrine, le cellule che normalmente hanno il compito di far coagulare il sangue. E nei fumatori si osserva più facilmente un danno dell'endotelio, la parete più interna dei vasi arteriosi, per cui eventuali trombi si formano con maggior facilità.

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