Più infarti, scompenso che peggiora: il virus dell’influenza attacca il cuore

La vaccinazione per l’influenza è una strategia a basso costo e di grandi risultati per chi è a rischio di problemi cardiovascolari. Ma ad ognuno va fatto il vaccino più indicato

Più infarti, scompenso che peggiora: il virus dell’influenza attacca il cuore

Vale come le statine per abbassare il colesterolo e come l’acido acetilsalicilico per controllare l’aggregazione delle piastrine e ridurre il rischio che si creino coaguli all’interno delle arterie. Eppure spesso lo sottovalutiamo. Ma la Società Italiana di Cardiologia non ha dubbi e valuta della vaccinazione per l’influenza stagionale al massimo livello per il cuore e le arterie, esattamente come i farmaci sopracitati. Alla base di questa valutazione ci sono i benefici dimostrati dalla scienza. Le infezioni respiratorie acute, come appunto quella influenzale, costituiscono una sorta di “fattore scatenante” per l’infarto miocardico acuto e le sindromi coronariche acute, oltre a ad aumentare il rischio di peggiorare uno scompenso cardiaco o di aggravare un’aritmia diffusa come la fibrillazione atriale. Così, anche quest’anno, chi soffre di cuore o è comunque a rischio per malattie cardiovascolari, magari perché iperteso o diabetico o perché ha il colesterolo alto, dovrebbe fissare l’appuntamento con la salute. I possibili nemici del cuore hanno un nome: si chiamano ceppo A/Michigan/45/2015 (H1N1)pdm09; ceppo A/Singapore/INFIMH-16-0019/2016 (H3N2); ceppo B/Colorado/06/2017 (lineaggio B/Victoria) e ceppo B/Phuket/3073/2013-like (lineaggio B/Yamagata). Questi infatti dovrebbero essere i virus che circolano in questa stagione invernale.

Quale vaccino e per chi?

Come emerso al Convegno della Società Italiana di Igiene tenutosi a Riva del Garda, non bisogna dimenticare l’importanza del tipo di vaccino in chiave preventiva e in base all’età della persona. Infatti se i virus di tipo A colpiscono prevalentemente la fascia più anziana, il virus B ha un impatto maggiore sui bambini e sugli adolescenti. In questo scenario il ministero della Salute si è espresso nella sua ultima Circolare sulla prevenzione e controllo dell’influenza, suggerendo l’utilizzo del vaccino adiuvato nei grandi anziani, poiché è in grado di fornire “una protezione superiore rispetto a quella del vaccino trivalente e quadrivalente non adiuvato”. Peraltro, anche da quanto emerge in un’indagine svolta dalle Università di Firenze e Genova tra i medici vaccinatori italiani, l’88% degli intervistati afferma che il vaccino adiuvato è la scelta più appropriata per i soggetti anziani, mentre il 67% degli intervistati riconosce che il vaccino quadrivalente è la scelta più appropriata per i più giovani. Tra loro la larga maggioranza (93%) si trova d’accordo sulla necessità di linee guida esplicite sulla scelta appropriata del vaccino. “In particolare il vaccino trivalente adiuvato, risulta il vaccino di elezione per l’immunizzazione della popolazione anziana, perché questi soggetti hanno una ridotta capacità di risposta agli stimoli antigenici ed è quindi importante scegliere per loro un vaccino in grado di potenziare la risposta immunitaria – spiega Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze”. Uno studio ha confrontato nell’arco degli ultimi quindici anni il vaccino adiuvato con quello non adiuvato in termini di efficacia contro le ospedalizzazioni dovute all’influenza negli anziani. I risultati mostrano che negli anziani italiani il vaccino influenzale adiuvato è stato del 46% più efficace rispetto al vaccino non adiuvato nel prevenire le ospedalizzazioni dovute alle complicanze dell’influenza tra cui polmoniti, infarti del miocardio e ictus. In aggiunta questa soluzione preventiva è considerata la più costo-efficace rispetto alle possibilità di immunizzazione ad oggi disponibili. L’appropriatezza vaccinale trova conferma sia nella circolare annuale sull’influenza emanata dal Ministero della Salute che raccomanda il vaccino adiuvato a partire dai 75 anni di età. “Questo studio rinforza l’evidenza già consolidata sul valore del vaccino adiuvato con MF59 nel ridurre l’impatto dell’influenza e fornire una protezione più elevata per coloro che hanno il sistema immunitario più debole e quindi a più elevato rischio di contrarre l’influenza e le sue complicanze – è il commento di Alessandro Rossi, Giunta Esecutiva della Società Italiana di medicina Generale - Responsabile Area Malattie Infettive”.