Per ridurre il rischio di infarto si punta su vaccini per l’influenza sempre più efficaci

L’obiettivo è aumentare le possibilità di risposta del sistema immunitario, per rendere più efficace la vaccinazione. Per il futuro attesi nuovi vaccini con virus coltivati su cellule umane

Per ridurre il rischio di infarto si punta su vaccini per l’influenza sempre più efficaci

Non pensate che l’influenza sia una malattia “banale”. Per chi è a rischio di malattie cardiovascolari, è già malato o presenta diversi fattori di rischio, la presenza del virus che si replica nell’organismo induce una serie di trasformazioni potenzialmente molto pericolose e in grado di peggiorare la situazione cardiaca. L’infiammazione indotta dalla presenza del virus può alterare la funzione dell’endotelio, lo strato più interno della parete arteriosa, e favorire l’instabilità e la rottura di eventuali placche presenti sulle arterie coronariche. Se a questo si aggiungono anche la necessità per il cuore di battere più velocemente per rispondere alle maggiori richieste metaboliche indotte dall’infezione e il calo dell’apporto dell’ossigeno al miocardio, i rischi aumentano. Tutte queste situazioni sono state verificate clinicamente in numerose ricerche. Due studi clinici randomizzati controllati (FLUVACS e FLUCAD), ad esempio, hanno dimostrato un’efficacia della vaccinazione antinfluenzale nella riduzione del rischio di infarto di circa il 30 per cento,  con effetti spiccatamente significativi in chi è ad elevato rischio cardiovascolare. Gli esiti protettivi della vaccinazione per i cardiopatici sono particolarmente evidenti in chi è ad alto rischio. Da queste osservazioni giungono le raccomandazioni della Società europea di Cardiologia (ESC), che segnala come in chi soffre di patologie coronariche l’efficacia della vaccinazione antinfluenzale per la prevenzione delle recidive risulti praticamente simile a quella di trattamenti farmacologici considerati irrinunciabili, come ad esempio accade con le statine per tenere sotto controllo i valori di colesterolo nel sangue.

Come rendere sempre più efficace la vaccinazione

Nel prossimo futuro dovrebbe diventare disponibile il primo vaccino influenzale quadrivalente prodotto su colture cellulari, che ha ricevuto l’approvazione dall’FDA nel 2016 e recentemente ha ricevuto parere positivo anche dal CHMP (Committee for Medicinal Products for Human Use). Si tratta del primo vaccino di questa categoria che potrebbe entrare in Europa. Secondo il CDC, Centers for Disease Control and Prevention statunitense, i virus influenzali coltivati su uova subiscono dei cambiamenti che inducono l’organismo a produrre degli anticorpi meno efficienti nel prevenire la malattia causata dallo specifico virus influenzale in circolazione. Mantenendo invece il virus nelle cellule sin dall’isolamento iniziale, il vaccino influenzale così prodotto aiuta ad evitare i cambiamenti del virus causati dall’adattamento alla crescita su uova e può consentire la produzione di un vaccino con componenti virali più simili a quelle del virus circolante. “Questo effetto sarebbe particolarmente significativo per il virus A H3N2 – spiega Paolo Bonanni, ordinario di Igiene all’Università di Firenze”. Recentemente l’OMS ha reso nota la composizione dei vaccini influenzali per la prossima campagna di vaccinazione dell’emisfero sud e, per la prima volta, ha raccomandato di non cambiare il virus H3N2 prodotto su cellule.  Questa decisione, senza precedenti, consistente con I dati che stanno emergendo sul vaccino prodotto su colture cellulari, rappresenta un’ulteriore conferma sull’efficacia di questa innovativa soluzione preventiva.  “I vaccini prodotti su uova sono fondamentali e continuano a giocare un ruolo critico nella lotta contro l’influenza, ma è importante lo sviluppo di nuovi approcci nella produzione dei vaccini influenzali per assicurare la migliore protezione possibile a tutti – sottolinea Vincenzo Baldo, docente dell’Università di Padova”.