Ipertensione, così incide sull’amore

Chi ha la pressione alta e non è trattato ha un ridotto flusso di sangue al pene, più di chi ha valori normali. La situazione si normalizza grazie alle cure

Ipertensione, così incide sull’amore

C’è un effetto collaterale dell’ipertensione non riconosciuta e non trattata che può impattare pesantemente sulla qualità di vita: quando i valori salgono, nel tempo, si riduce l’afflusso di sangue al pene, con ripercussioni sulla sfera sessuale dell’uomo. Per fortuna, riportando i livelli pressori a livelli normali, il quadro si regolarizza. Se per tanto tempo si è fatto soprattutto attenzione a non influire sull’erezione in corso di trattamento antipertensivo – esistono farmaci che possono avere un impatto in questo senso – ora una ricerca presentata al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) individua nell’ipertensione un formidabile nemico per le capacità amatorie del maschio.  Negli uomini ipertesi non trattati il flusso di sangue al pene risulta inferiore a quello che si osserva nei soggetti con pressione normale e con un rischio quasi raddoppiato di andare incontro a questo problema. Ma c’è la contromisura: le differenze scompaiono dopo trattamento con antipertensivi, a riprova della sostanziale sicurezza, in questo specifico ambito, delle cure.  Insomma: l’ipertensione, oltre ad essere un fattore di rischio primario per infarto ed ictus, tende ovviamente ad interessare tutti i vasi e addirittura difficoltà nell’erezione possono rappresentare uno dei primi segni degli alterati valori pressori. La ricerca, in ogni caso, permette di “togliere il velo” ad una altra notizia che a lungo a preoccupato: se è vero che il trattamento prolungato con alcuni farmaci, come ad esempio diuretici o beta-bloccanti, può avere impatto negativo sulla funzione sessuale, è altrettanto innegabile che trovare la giusta cura per il controllo pressorio può rivelarsi di grande utilità in prevenzione cardiovascolare, oltre che sul fronte sessuale.

Cosa dice la ricerca

Lo studio ha preso in esame 356 maschi senza storia di diabete o malattie cardiovascolari, visitati presso una struttura dedicata in Grecia, ed è stato coordinato da Charalambos Vlachopoulos della National and Kapodistrian University di Atene. I soggetti sono stati divisi in tre gruppi, in base ai valori di pressione: normali, ai limiti superiori o ipertensione vera e propria. Il 46 per cento di loro è stato poi trattato con farmaci antipertensivi. Si è poi valutato il flusso di sangue all’interno del pene e la disfunzione erettile con un esame eco-color doppler. Tra gli uomini che non ricevevano cure, la velocità del flusso calava progressivamente con l’incremento della pressione arteriosa. In più il flusso di sangue si manteneva più rapido in chi aveva la pressione arteriosa normale ed era più lento se era presente ipertensione. Al contrario, in presenza di terapia antipertensiva, non si rivelavano differenze nella velocità del sangue nei tre gruppi di soggetti. Questo, secondo gli autori dello studio, indica che il progressivo decremento del flusso di sangue nel pene rappresenta una costante quando i valori pressori tendono a salire, ma appare sfumato se si somministra una terapia antipertensiva: il che fa pensare ad un effetto positivo legato alle cure. Probabilmente nei soggetti ipertesi nel tempo si creano danni strutturali ai vasi arteriosi del pene, che in qualche modo possono essere compensati grazie alle cure. Consiglio pratico: parlate sempre delle difficoltà con il medico e controllate bene la pressione.

 

(FM)