Pipì di notte? Fate attenzione all’ipertensione e limitate il sale

Non c’è solo l’ingrossamento della prostata a spiegare il bisogno di urinare la notte. Uno studio giapponese, dove le abitudini alimentari sono diverse, mostra come l’innalzamento della pressione avrebbe lo stesso effetto

​Pipì di notte? Fate attenzione all’ipertensione e limitate il sale

Gli esperti la chiamano nicturia. In parole semplici, si traduce nel bisogno di andare in bagno la notte per urinare, quando invece dovrebbe esserci una contrazione nella produzione di urine tale da consentire un riposo senza “stop”. Se per i maschi questo disturbo si è da sempre correlato con i problemi prostatici,  ora una ricerca giapponese, il Watari Study, dimostra che in realtà la nicturia potrebbe essere un segnale d’allarme per l’ipertensione. Lo studio è stato presentato all’Annual Scientific Meeting of the Japanese Circulation Society (JCS 2019), tenutosi a Yokohama. Secondo l’autore della ricerca Satoshi Konno, del Tohoku Rosai Hospital, di Sendai “lo studio indica che se avete bisogno di urinare la notte potreste avere und pressione arteriosa alta e/o un eccesso di fluidi nel corpo. Per questo, se continuate ad avere nicturia, parlatene con il medico per controllare la pressione e l’introito di sale”. Proprio l’eccesso di sale, consumato in quantità eccessiva soprattutto la sera, si era già dimostrato in grado di associarsi al rischio di corse in bagno la notte per urinare. Va anche detto che i giapponesi, per le caratteristiche della loro alimentazione, tendono a consumare quantità di cloruro di sodio mediamente superiori rispetto alla popolazione europea e quindi hanno livelli pressori che risentono maggiormente dell’influsso del sale. Si tratta quindi di una popolazione ad elevato rischio di sviluppare ipertensione.

I risultati dello studio

La ricerca ha preso in considerazione 3749 persone della cittadina di Watari, nel corso di un check up realizzato nel 2017, proprio con l’obiettivo di valutare il rapporto tra nicturia e ipertensione. Questo parametro è stato valutato con un controllo specifico, mentre per la nicturia ci si è basati sulle dichiarazioni dei partecipanti. Va ricordato che chi aveva una pressione arteriosa uguale o maggiore a 140-90 millimetri di mercurio oppure assumeva farmaci antipertensivi è stato considerato iperteso. Per la valutazione della nicturia si è invece pensato di considerarla a partire da un risveglio obbligato per il “pit-stop” in bagno durante il riposo notturno. La ricerca ha dimostrato che esiste un rapporto diretto tra numero di volte che ci si alza per urinare e rischio di ipertensione. Sui quasi 2000 soggetti che hanno risposto completamente al questionario, infatti, il 69 per cento soffriva di nicturia. Pur se lo stesso Konno rileva come questi dati vadano riferiti esclusivamente alla popolazione giapponese per le specifiche caratteristiche dietetiche e per il particolare profilo genetico, conviene ricordare che il controllo della pressione è sempre fondamentale. E se ci si alza di notte, meglio parlarne con il medico. Nell’attesa, provate a limitare il sale la sera!

 

(FM)