Se sei in cura….

E’ il medico a stabilire se serve una cura farmacologica per l’ipertensione che va studiata “su misura”. Questa va assunta regolarmente, grazie a diverse classi di farmaci con meccanismi d’azione diversi

Se sei in cura….

Il trattamento per l’ipertensione viene sempre stabilito dal medico; così come anche eventuali variazioni sulle terapie da assumere. Ovviamente la scelta di un’eventuale cura non va fatta solamente in base ai valori pressori, ma anche al profilo di rischio cardiovascolare del soggetto. Se una persona ha solo una modesta ipertensione isolata, ad esempio, le correzioni dello stile di vita possono essere sufficienti a riportare i valori a livelli accettabili. Se invece sono presenti anche familiarità per infarto e magari tassi di colesterolo elevati il medico può scegliere di affrontare la situazione con i medicinali. Fondamentale è che il trattamento venga seguito regolarmente, evitando le “vacanze” terapeutiche o la sospensione della terapia. Ma quali sono i medicinali che oggi si impiegano per trattare l’ipertensione? Ecco, sulla scorta delle linee-guida dell’OMS, le sei classi di medicinali di prima scelta. Spesso questi possono essere associati tra loro, in base al meccanismo d’azione e agli obiettivi del trattamento.

 

- ACE-Inibitori. La loro attività si concentra su un particolare meccanismo di controllo della pressione, chiamato sistema Renina-Angiotensina-Aldosterone. L’attivazione di questo sistema avviene nei reni, perché è il rene che produce la renina. Si tratta di farmaci estremamente sicuri, che rappresentano oggi la prima scelta nel trattamento dell’ipertensione (oltre che dello scompenso cardiaco). Non andrebbero assunti in gravidanza e se c’è un marcato restringimento delle due arterie renali. Tosse secca, ipotensione, leggere alterazioni del gusto sono eventuali effetti collaterali.

 

- Antagonisti dell’Angiotensina II. Chiamati anche sartani, agiscono bloccando determinati recettori per l'angiotensina II, potente vasocostrittore. È appunto attraverso questi particolari recettori che si esplica l’azione della stessa sostanza, a partire dal restringimento del calibro dei vasi sanguigni per arrivare fino alla ritenzione idrica. L’azione di questi farmaci contribuisce quindi a regolare la pressione. I sartani rappresentano la seconda scelta nel trattamento dell’ipertensione e vengono prescritti in genere quando l’ACE-inibitore provoca tosse. Presentano infatti le stesse controindicazioni degli ACE-inibitori ma non hanno tra gli effetti indesiderati la tosse.

 

 

- Alfa-bloccanti. La loro azione si esplica sui recettori Alfa, che fanno da punto di “attacco” per le catecolamine, l’adrenalina e la noradrenalina. Tra gli effetti indesiderati che possono causare ci sono le vertigini e l’ipotensione ortostatica, cioè un calo della pressione in posizione eretta.

 

- Beta-bloccanti. Agiscono su particolari recettori diffusi nei vasi sanguigni, ma anche in altre zone del corpo, su cui incidono le catecolamine. Sono particolarmente utili per chi fa una vita molto stressante. I capostipiti, beta bloccanti non cardioselettivi, erano controindicati per chi soffre di asma, per chi presenta problemi circolatori gravi alle arterie delle gambe, e in caso di scompenso cardiaco o depressione. Inoltre, nel tempo, potevano comportare sensazione di freddo a mani e piedi, ridotta tolleranza allo sforzo, difficoltà nell’addormentamento e deficit erettili. I beta bloccanti di nuova generazione non hanno tali effetti collaterali e trovano indicazione anche come terapia dello scompenso cardiaco: come unica precauzione, rallentano la frequenza cardiaca, pertanto non possono essere usati nei soggetti bradicardici.

 

- Calcio Antagonisti. La loro azione si esercita sui canali del calcio delle cellule muscolari, e quindi anche sul miocardio, che è un tessuto muscolare specializzato. Non vanno assunti se si soffre di cefalea vasomotoria. Possono determinare come effetti indesiderati ipotensione in posizione eretta, tachicardia, arrossamenti del volto, mal di testa o gonfiore alle caviglie.

 

- Diuretici. Favoriscono l’eliminazione del sodio e dei liquidi in eccesso. Vanno utilizzati con cautela in chi soffre di diabete, in chi ha valori elevati dei grassi nel sangue e in chi soffre di gotta. Tra gli effetti collaterali possono causare un abbassamento dei livelli di sodio e potassio nel sangue, una leggera debolezza e in alcuni casi anche difficoltà sessuali.