Volete proteggere il cuore? Occhio alla melatonina

La scienza dice che l’ormone può aiutare a combattere l’ossidazione dei grassi e l’infiammazione

Volete proteggere il cuore? Occhio alla melatonina

Quando si parla di melatonina, il pensiero corre subito alla sindrome da fuso orario di chi viaggia spesso in aereo o alle difficoltà a prendere sonno. Eppure questa sostanza può aiutare anche a proteggere il cuore e i vasi, visto che può limitare i livelli di ossidazione (processo chimico che porta a peggiorare la compatibilità con l’organismo) dei lipidi e addirittura aiutare a proteggere dall’infiammazione. Normalmente la produzione di melatonina da parte dell’organismo arriva al massimo quando si è giovani e pimpanti, per rimanere stabile più o meno fino ai quarant’anni. Con l’invecchiamento, purtroppo, la situazione peggiora progressivamente e i valori di melatonina scendono. La scienza ha oggi dimostrato che i valori di melatonina nell’organismo sono inversamente proporzionali allo stato ossidativo dell’individuo: meno ce n’è, più le arterie rischiano visto che la melatonina riduce l’ossidazione dei lipidi e che può ridurre l’infiammazione. Le evidenze su questi vantaggi, peraltro, non sono ormai solo sperimentali. Nel tempo si sono sviluppati alcuni studi che dimostrerebbero come la melatonina sia in grado di ridurre la pressione arteriosa: l’effetto sarebbe particolarmente significativo nelle ore notturne, proprio quando si possono verificare puntate ipertensive legate anche alle apnee durante il sonno.