Quando lo stress diventa cronico

Il cuore subisce lo stress che si mantiene nel tempo: e aumentano i rischio di infarto ed altre condizioni patologiche

Quando lo stress diventa cronico

La produzione di cortisolo e altri ormoni, dopo la fase di reattività psicofisica, lascia il corpo “indebolito”. Se le condizioni di stress acuto possono essere considerate in gran parte fisiologiche, lo stress cronico al contrario rappresenta un possibile fattore scatenante per la comparsa di varie condizioni patologiche che interessano anche il cuore. Le manifestazioni dello stress cronico possono essere di due tipi. In qualche caso infatti l’individuo “esterna” la sua sensazione di malessere attraverso comportamenti che scaricano ansia e tensione. In altri casi invece lo stress non viene dimostrato all’esterno, ma tende a veicolare la tensione attraverso il corpo, soprattutto sotto forma di ansia. Quest’ultima può essere considerata come una reazione adattativa ed utile, dal momento che permette all'organismo di meglio prepararsi all'azione.

L'apparato cardiovascolare è stato da sempre considerato particolarmente vulnerabile agli effetti lesivi dello stress. Hans Selye ha chiaramente sottolineato la diretta azione negativa degli ormoni corticosurrenalici sull'apparato cardiocircolatorio. Secondo il ricercatore il problema sarebbe legato all’ormone cortisolo, che insieme alle catecolamine (adrenalina e noadrenalina) eserciterebbe un'azione cardiotossica. E’ comunque legata allo stress cronico l’origine di alcuni problemi cardiocircolatori, a partire dall’infarto e dall’ipertensione, tanto che esistono precise caratteristiche di personalità legate ad un aumentato rischio di malattia.

Quando lo stress diventa cronico