Bradicardia e attività fisica

La bradicardia che vantaggi può apportare nella corsa?

Gabriele

Professor Claudio Tondo

Risponde:
Professor Claudio Tondo

Coordinatore Aritmologia

Centro Cardiologico Monzino

Gentile Gabriele,

La bradicardia, vale a dire quella condizione per cui si ha una frequenza cardiaca a riposo tra 50 e 60 battiti per minuto, è comune a chi fa un’attività fisica di tipo aerobico, come appunto la corsa, e rappresenta un vantaggio cardiovascolare perché favorisce generalmente una migliore performance fisica. Essere bradicardici significa infatti avere una maggiore “riserva cardiopolmonare” e ottenere quindi buoni risultati sportivi senza raggiungere frequenze cardiache eccessivamente elevate durante lo sforzo fisico. Per esempio, se la frequenza cardiaca di base è di 50 battiti per minuto, la persona durante lo sforzo fisico impiega un tempo maggiore per raggiungere una frequenza di 120 battiti per minuto rispetto a una persona che parte da una frequenza cardiaca di base di 70-80 battiti per minuto o più. In altre parole, chi ha una frequenza cardiaca di base più alta impiega meno tempo per raggiungere una frequenza di 120-130 battiti per minuto, e quindi arriverà prima alla soglia massima di consumo di ossigeno.

Cari saluti

Prof. Claudio Tondo