Dissezione spontanea coronarica: stent o pallone medicato?

Gentile Professore,

quattro anni fa mi veniva diagnosticato un infarto del miocardio per una dissezione spontanea del tratto medio distale, trattata con 4 stent medicati. Dopo 6 mesi ci fu una ristenosi trattata con angioplastica. A ottobre 2019, dopo test da sforzo negativo, effettuo un'altra coronarografia che evidenza ristenosi intastent dilatata, questa volta, con pallone medicato.

Vorrei un Suo parere: secondo Lei era il caso di trattarla con un altro stent? La ringrazio anticipatamente

Professor Antonio Bartorelli

Risponde:
Professor Antonio Bartorelli

Coordinatore Cardiologia interventistica

Centro Cardiologico Monzino

Gentile Lettrice,

la dissezione spontanea di una coronaria, un evento di per sé molto raro, colpisce con molta maggior frequenza le donne (>95%) soprattutto nell'età fertile e a volte nel periodo post partum. Solitamente, se la dissezione non causa occlusione del vaso e sofferenza acuta del muscolo cardiaco, si può tenere un atteggiamento conservativo anche perché la dissezione tende a guarire spontaneamente in alcuni mesi. Se, al contrario, la dissezione causa occlusione e ischemia, come penso nel suo caso, il trattamento di elezione è l’impianto di uno o più stent. Oggigiorno si usano praticamente in tutti i casi quelli medicati che hanno una percentuale di ristenosi molto bassa (circa 3-4%). Purtroppo nel suo caso la ristenosi si è verificata ed è stata trattata con un pallone medicato, strategia valida che in un’elevata percentuale di casi dà buoni risultati a distanza. Indubbiamente se si dovesse verificare un’altra ristenosi la soluzione, a mio parere, è l’impianto di un nuovo stent medicato.